“Dio ha cura di me, io sono nelle sue mani”

Pubblicato aprile 19, 2012 di renatofeletti
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Là dove crediamo di essere privi di coordinate precise, c’è una coordinata assoluta nella nostra vita, che possiamo chiamare la Provvidenza oppure il mistero di Dio. Questa è la prima rivelazione fondamentale, legata al grande atteggiamento della religione ebraica, il “timore di Dio”: Dio misteriosamente ha cura dell’uomo, non lo condanna nemmeno nei momenti più difficili e oscuri. Anche nella notte buia di un uomo ramingo e fuggiasco c’è un’attenzione del cielo per lui; noi siamo oggetto di una Provvidenza che ci segue passo passo, anche là dove ci sentiamo desolati, abbattuti, scoordinati. E questa è la verità fondamentalissima che rimettere in sesto l’esistenza di una persona…. Questo grande senso della Provvidenza fa l’uomo religioso…
Dio ha cura di me, io sono nelle sue mani. Tutte le persone che attraversano la vita, la sofferenza, senza maledirle, senza volerci giocare, sono, sotto questa rivelazione, che è la prima coordinata: una coordinata che non dobbiamo mai perdere qualunque cosa ci accadrà, in qualunque situazione verremo a trovarci…
L’opposto di tale riconoscimento è il pensare all’esistenza come a un fatto, a un destino cieco, e il credere, di conseguenza, che occorre approfittarsene il più possibile, schiacciando gli altri, sfruttando le situazioni… Ma fino a quando l’uomo ha questo sostanziale timor di Dio egli, per quanto peccatore, scontento, deluso, amareggiato, portato al pessimismo, è tenuto in mano dal Signore.

(Carlo Maria Martini, Incontro al Signore Risorto, pp.30-31)

Pasqua 2012

Pubblicato aprile 8, 2012 di renatofeletti
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Il nostro cuore è fatto per la gioia

Pubblicato marzo 28, 2012 di renatofeletti
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Portate la gioia a quanti soffrono e a quanti sono in ricerca. Lo scrive il Papa ai giovani di tutto il mondo nel messaggio per la Giornata a essi dedicata, che quest’anno si celebra a livello diocesano, in vista dell’incontro internazionale in programma a Rio de Janeiro nell’estate 2013

L’aspirazione alla gioia è impressa nell’intimo dell’essere umano. Al di là delle soddisfazioni immediate e passeggere, il nostro cuore cerca la gioia profonda, piena e duratura, che possa dare “sapore” all’esistenza. E ciò vale soprattutto per voi, perché la giovinezza è un periodo di continua scoperta della vita, del mondo, degli altri e di se stessi. È un tempo di apertura verso il futuro, in cui si manifestano i grandi desideri di felicità, di amicizia, di condivisione e di verità, in cui si è mossi da ideali e si concepiscono progetti. E ogni giorno sono tante le gioie semplici che il Signore ci offre: la gioia di vivere, la gioia di fronte alla bellezza della natura, la gioia di un lavoro ben fatto, la gioia del servizio, la gioia dell’amore sincero e puro. E se guardiamo con attenzione, esistono tanti altri motivi di gioia: i bei momenti della vita familiare, l’amicizia condivisa, la scoperta delle proprie capacità personali e il raggiungimento di buoni risultati, l’apprezzamento da parte degli altri, la possibilità di esprimersi e di sentirsi capiti, la sensazione di essere utili al prossimo. E poi l’acquisizione di nuove conoscenze mediante gli studi, la scoperta di nuove dimensioni attraverso viaggi e incontri, la possibilità di fare progetti per il futuro. Ma anche l’esperienza di leggere un’opera letteraria, di ammirare un capolavoro dell’arte, di ascoltare e suonare musica o di vedere un film possono produrre in noi delle vere e proprie gioie.
Ogni giorno, però, ci scontriamo anche con tante difficoltà e nel cuore vi sono preoccupazioni per il futuro, al punto che ci possiamo chiedere se la gioia piena e duratura alla quale aspiriamo non sia forse un’illusione e una fuga dalla realtà. Sono molti i giovani che si interrogano: è veramente possibile la gioia piena al giorno d’oggi? E questa ricerca percorre varie strade, alcune delle quali si rivelano sbagliate, o perlomeno pericolose. Ma come distinguere le gioie veramente durature dai piaceri immediati e ingannevoli? Come trovare la vera gioia nella vita, quella che dura e non ci abbandona anche nei momenti difficili?
… Gesù vuole introdurre i suoi discepoli e ciascuno di noi nella gioia piena, quella che Egli condivide con il Padre, perché l’amore con cui il Padre lo ama sia in noi (cfr. Gv 17, 26).

(Benedetto XVI, dal “Messaggio per la XXVII Giornata mondiale della gioventù )

Testo complete del messaggio


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