Archivio per novembre 2010

“Amare è tutto”

novembre 25, 2010

Qual è il senso della vita? Qual è la cosa che conta di più? Padre Fabrizio Calegari missionario, risponde così in una lettera inviata quest’anno dal Bangladesh:

«Amare é tutto. Se c’é una parola che sintetizza tutta la nostra fede, il nostro credo, é questa. L’amore è il motore di tutto, ciò da cui tutto parte e ciò a cui tutto rifluisce. Perché così è Dio. Mi sono chiesto più volte, soprattutto in occasione della partenza o del ritorno in missione: perché vado? Perché torno? E a fare che cosa? Mi é sempre venuta in mente una sola risposta. Talmente semplice da sembrare banale, ma non ne ho trovate altre di uguale fascino e concretezza. Se parto e se vado è solo perché credo che tu Signore Gesù, continui a fidarti di me, e a chiedermi, con forza e tenerezza insieme, di raccontare il tuo nome amando. Vado per offrire, come riesco, come posso, la mia porzione di amore. E per dire, attraverso il mio, l’amore Tuo per ciascuno. Arriveranno i programmi, le strategie, i distinguo, le “priorità pastorali”, ma in fondo la vita é tutta qui. Non abbiamo cose più importanti o urgenti da fare se non amare».

(Padre Fabrizio Calegari, Bangladesh, 2010)

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Il problema centrale

novembre 18, 2010

«Chi è veramente Gesù? Questo è il problema centrale: quando uno lo affronta, vi entra e capisce, inevitabilmente cambia e “gira” in modo diverso.
Oggi, nella transizione difficilissima che stiamo vivendo, il primo passo da fare per rigenerare le persone in senso cristiano, per mettere a punto la loro cultura – intesa come assimilazione dei valori, non semplice assorbimento di nozioni scolastiche – non è quello della riforma delle strutture, oppure della revisione del linguaggio, su cui tanto si insiste oggi o del potenziamento dei mezzi di comunicazione; la strada non è in primo luogo nemmeno quella dell’aggiornamento: dell’aggiornamento si è fatto un mito.
Non disprezzo nulla di queste cose: non sono da sottovalutare, hanno una loro importanza. Però queste cose vengono dopo, rispetto ad un prima; sono di secondaria importanza, non nel senso che non valgono nulla, ma sono precedute nella scala dei valori da un’istanza che è certamente prioritaria: quella di un ritorno alla sorgente, un ritorno a Gesù Cristo, un’immersione profonda in lui, fino ad attingere una conoscenza superiore, che non è frutto di speculazione e di studio, ma è il risultato di un’intima vita in Lui nello Spirito».

(Enrico Manfredini, La Conoscenza di Gesù, pp. 33-34)

Diventare Grandi

novembre 8, 2010

Ecco un brano del discorso che il Papa ha pronunciato durante l’incontro con i ragazzi e i giovanissimi dell’Azione Cattolica Italiana, in Piazza San Pietro, lo scorso 30 ottobre.

«Io, quando sono stato ragazzo, alla vostra età, nella mia classe ero uno dei più piccoli, e tanto più ho avuto il desiderio di essere un giorno grande; e non solo grande di misura, ma volevo fare qualcosa di grande, di più nella mia vita. … Crescere in altezza implica questo “c’è di più”. Ve lo dice il vostro cuore, che desidera avere tanti amici, che è contento quando si comporta bene, quando sa dare gioia al papà e alla mamma, ma soprattutto quando incontra un amico insuperabile, buonissimo e unico che è Gesù.
Voi sapete quanto Gesù voleva bene ai bambini e ai ragazzi! Un giorno tanti ragazzi come voi si avvicinarono a Gesù, perché si era stabilita una bella intesa, e nel suo sguardo coglievano il riflesso dell’amore di Dio; ma c’erano anche degli adulti che invece si sentivano disturbati da quei bambini. Capita anche a voi che qualche volta, mentre giocate, vi divertite con gli amici, i grandi vi dicono di non disturbare… Ebbene, Gesù rimprovera proprio quegli adulti e dice loro:  “Lasciate qui tutti questi ragazzi, perché hanno nel cuore il segreto del Regno di Dio”. … Cari bambini, cari ragazzi:  essere “grandi” vuol dire amare tanto Gesù, ascoltarlo e parlare con Lui nella preghiera, incontrarlo nei Sacramenti, nella Santa Messa, nella Confessione; vuole dire conoscerlo sempre di più e anche farlo conoscere agli altri, vuol dire stare con gli amici, anche i più poveri, gli ammalati, per crescere insieme. … È bello avere Gesù come amico ed è bello essere amici di Gesù; ed è bello esserlo insieme, aiutati dai vostri genitori, sacerdoti, animatori!
Così diventate grandi davvero, non solo perché la vostra altezza aumenta, ma perché il vostro cuore si apre alla gioia e all’amore che Gesù vi dona. E così si apre alla vera grandezza, stare nel grande amore di Dio, che è anche sempre amore degli amici. Speriamo e preghiamo di crescere in questo senso, di trovare il “di più” e di essere veramente persone con un cuore grande, con un Amico grande che dà la sua grandezza anche a noi. Grazie».

(Benedetti XVI, Discorso ai ragazzi di ACI, 30.10.2010)