Archivio per luglio 2008

Domanda e sorpresa

luglio 29, 2008

Una delle tante domande poste dal giornalista Renato Farina a don Luigi Giussani nel corso di un’intervista:
«E chi non ha più gli anni, come può ritrovare la sorpresa? Come può far durare la giovinezza?».

«Ripetere, ripetere sempre la domanda al Destino, che Dio si manifesti. La continua ripresa della domanda (una ripresa cosciente, beninteso) mantiene la giovinezza. Uno così scopre sempre di più la realtà, e va, come dice San Paolo, “di luce in luce”: è una novità continua… È sulla radice stessa della ragione che questa domanda si innesta. E la sorpresa cresce, e la sorpresa si fa grata e gioiosa. Domanda e sorpresa, ecco i due fattori della giovinezza permanente».

«Se la giovinezza è “il graduale accumulo di tutto ciò che è vero, che è buono, che è bello”, allora non finisce mai».

«E infatti chi comprende di più la giovinezza – umanamente, filosoficamente, esteticamente – è l’uomo maturo. Chi se non l’adulto può avere maggior coscienza della novità continua del tempo?
C’è una poesia di Ada Negri.
“Mia giovinezza.
Non t’ho perduta. Sei rimasta, in fondo
All’essere. Sei tu, ma un’altra sei:
Senza fronda ne fior, senza il lucente
Riso che avevi al tempo che non torna,
Senza quel canto. Un’altra sei, più bella.
Ami, e non pensi essere amata: ad ogni
Fiore che sboccia o frutto che rosseggia
O pargolo che nasce, al Dio dei campi
E delle stirpi rendi grazie in cuore”.

Rendi grazie: la gratuità è la risposta alla sorpresa della novità, alla novità assoluta».

(Da, L. Giussani e R. Farina, Un caffè in compagnia, pp. 65-66)

Libertà, amicizia, felicità

luglio 17, 2008

Libertà, amicizia, felicità. Tre parole per tre giorni. Così si potrebbe riassumere il tema della breve vacanza con un gruppo di ragazzi romeni delle superiori, a Sinaia, una delle località turistiche più apprezzate della Romania.

«Non è libero né chi fa ciò che vuole ma non facendo ciò che deve, né chi fa ciò che deve ma non facendo ciò che vuole. Libertà è fare ciò che vogliamo facendo ciò che dobbiamo, o fare ciò che dobbiamo facendo ciò che vogliamo».

(mons. Carlo Caffarra)

«L’amicizia è una compagnia guidata al destino. Bisogna cercare questa amicizia. L’amicizia non è la possibilità di sfogarsi vicendevolmente. L’amicizia è possedere in comune qualcosa di grande. L’amicizia è tanto più grande quanto più è grande ciò che si possiede in comune. Perciò la più grande amicizia è possedere in comune il destino. Una compagnia guidata al destino».

(don Luigi Giussani)

«L’uomo desidera e abbisogna, in fin dei conti, di una cosa sola: la vita, la vita piena – la “felicità”. In un passo del Vangelo di Giovanni, Gesù definisce questa cosa unica e semplice che aspettiamo: la ”gioia piena”». (16,24).

(Benedetto XVI)

Libertà, amicizia, felicità: da soli non riusciamo a realizzarle.
Chi ci potrà aiutare a raggiungerle?

«l’uomo ritorna a essere se stesso quando torna a essere mendicante, a mendicare il suo traguardo, il suo destino, come un bambino che mendica la madre…. Il mendicante è l’uomo vero, l’uomo che riconosce tutta la grandezza del suo desiderio: così grande che noi non siamo in grado di rispondere da soli. Per questo, «Signore, al tuo nome e al tuo ricordo si volge tutto il nostro desiderio» (Is 26, 8). La cosa più stupefacente è che vedendoci così bisognosi il Signore è diventato lui stesso mendicante di noi».

(don Julián Carrón, Macerata-Loreto, 7 giugno 2008 )


In diretta la Giornata Mondiale della Gioventù

Un amore eterno. Un amore indistruttibile.

luglio 13, 2008

Nella parte centrale del romanzo “Il Nemico”, di Michael D. O’Brien, si trova il lungo colloquio tra il protagonista del racconto, padre Elia (ebreo polacco convertito al Cattolicesimo) ed il vecchio Smokrev morente, uomo corrotto, passato indenne con cinismo e spregiudicatezza attraverso i regimi più diversi. Tema del colloquio è se esista una misericordia e una possibilità di perdono per il male degli uomini. Anche per il vecchio miscredente peccatore c’è l’amore grande e misericordioso di Dio. Alla fine sarà questo Amore a vincere.

«Ha sentito un gran dolore, quando ho menzionato il fatto che lei non si ama».
Il volto di Smokrev si incupì.
«Se significa qualcosa, vuol dire che sono realista. Niente di più, niente di meno».
«Penso che significhi che nell’anima di ogni persona si trova un’icona di quello che deve essere. Li è nascosta un’immagine dell’amore. Ogni anima viene amata molto di più di quanto riesce a immaginare. Ogni anima e bella agli occhi di Dio. I nostri peccati e le nostre mancanze, e quelli commessi contro di noi, seppelliscono questa immagine originaria. Noi stessi non riusciamo più a vedere come siamo davvero».
«Continui. Sto ascoltando. Riesco a vedere le torri e le torrette crescere sulle nuvole rosate».
«Quando ho toccato il punto dolente dentro di Lei, quando ho toccato la ferita, Lei ha sentito il dolore dell’immagine perduta. È stato insopportabile e Lei mi ha detto di smettere».
Smokrev fisso fuori dalla finestra le luci della riva orientale del fiume.
«Non concede a se stesso di credere a quello che Le sto dicendo, perché ha paura che il dolore dell’immagine perduta sia troppo insopportabile».
«Allora, quale speranza c’è per un uomo come me? ».
«Una speranza illimitata! Non deve sopportare il dolore da solo».
«Quell’uomo sul campo di battaglia che è morto ed è ritornato dalla morte. Che cosa dice di tutto questo? ».
«Ha molto da dire».
«Perché non viene e non me lo dice che sono così amato? ».
Smokrev sorrise in modo sardonico e scosse via le ceneri della sigaretta nel portacenere a fianco del letto.
«È venuto da Lei infinite volte. Ma Lei non ha ascoltato. Ora, alla fine della vita, Le ha mandato un messaggero umano. Un uomo che Lei può vedere e sentire».
«Che cosa avrà da dire questo messaggero, eh? ».
Elia avvertì un fiotto di luce interiore.
«Le dice: “O anima invasa dalle tenebre, non disperare. Non tutto è perduto. Vieni al cuore del tuo Dio, che è amore e misericordia” ».
Il volto di Smokrev si avvolse nella propria ombra.
«Figlio mio, piccolo mio, ascolta la voce di Colui che chi ama».
«Amore? », disse Smokrev sbuffando.
«Un amore eterno. Un amore indistruttibile».
«Per me non c’è nessun amore, nessuna misericordia, nessuna pace».
«Non si lasci cadere in una tenebra ancora più profonda. Mi ascolti. La disperazione è un anticipo di inferno. Non si aggrappi. Questa è la Sua caramella avvelenata, la Sua droga. Se ne liberi!».
«Non mi presterò».
«La sta chiamando. Ma se Lei persiste nella cecità è nella durezza, che cosa può fare Lui?. Non violerà la Sua libertà. L’amore non la costringerà. Lo ascolti. Sta versando su di Lei un’ultima grazia. Apra il Suo cuore a quella grazia. È una luce speciale con cui può vedere l’attenzione che Dio ha per Lei. Ma la conversione dipende dalla Sua volontà. Questa è l’ultima grazia per Lei. Lo sa. Lo sa».
«Non so niente».
«Dio è misericordia. Non c’è niente che non possa perdonare».

(Michael D. O’Brien, Il Nemico, pp. 278-279)