Archivio per luglio 2009

Le due corone

luglio 15, 2009

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Una pagina dal romanzo di Michael D.O’Brien ‘Il Libraio’.
Pawel, il protagonista, tornato in Polonia dopo il soggiorno a Parigi, si incontra, prima a Czestochowa e poi a Varsavia, con Padre Andrei, un francescano di origine tedesca, che era stato internato in un campo di concentramento nazista. Il dialogo tra i due si conclude con il religioso che racconta un particolare straordinario della sua vita.

«Pawel, è improbabile che ci incontreremo ancora su questa terra, perciò forse non è male se ti rivelo qualcosa. Il tuo cammino e il mio sono stranamente intrecciati. Tu lotti contro la disperazione, forse la più grande tentazione del nostro secolo. Tutti i tipi di male scaturiscono da questa ferita originale nell’uomo, questa convinzione di essere assolutamente soli, questo terrore che le proprie sofferenze non abbiano significato. Non è questa è anche la tua paura?».
«Si».
«Sii sicuro, fratello mio, che non è così. Tutto ciò ha un senso».
«Come può dirlo con tanta certezza?».
Pawel annuì.
«Nel campo venni torturato: fu la cosa peggiore. Assieme al tormento fisico c’era la degradazione. Capisci, volevano spezzare il senso di umanità: questa cicatrice, questa gamba zoppa sono solo la superficie. Nel momento più infimo, quando pensavo di aver perso tutto, la volontà di sopportare, la capacità di pregare, quando ero solo un sacco di carne infranta con una mente a pezzi, Dio mi fece un dono. Un segno: nella mia cella apparve la Madre, l’ho vista con i miei occhi; era tanto una luce interiore quanto visibile. Due angeli la accompagnavano, e Lei stava piangendo. Vidi anche il mio angelo custode, a sua volta profondamente addolorato. Che luce si riversò nel mio cuore in quell’ora di massima oscurità!
Lei teneva in mano una corona di spine e ogni punta gocciolava sangue. La corona brillava di una luce potente, irraggiava un colore bello oltre ogni dire, un colore che non esiste in questo mondo. Lei mi offrì la corona. Questa è la corona del martirio, disse. “L’accetti?” E io risposi con gioia: “Oh sì, mia Signora!”. Perché, lo capisci, in quel momento la morte sarebbe stata un benedetto sollievo dal tormento.
Allora Lei ritrasse un poco la corona e me ne offrì un’altra. Era d’oro purissimo e brillava di una luce assai chiara, sebbene di un diverso colore che non avevo mai visto prima. “Questa è la corona dell’obbedienza”, disse.
“Non capisco”, le dissi, “non mi è possibile sceglierle entrambe?”.
“Lo puoi”, rispose “queste corone si compongono l’una con l’altra: sono sempre assieme. Tu soffrirai molto in questo luogo, ma il tuo martirio è riservato per il tempo della fine. Hai dinanzi a te anni di vita, e la tua testimonianza sarà per la forza di molte anime. Lo accetti?”
E io risposi: “Sì”.
Quindi Lei posò la corona dell’obbedienza sul mio capo e tenne la corona del martirio vicino al Suo cuore. Con ciò nella visione finì».
«L’inconscio è capace di …» borbottò Pawel, gesticolando con le mani.
«Sì, conosco tutti gli argomenti » disse il prete, arrestandosi davanti ad un cancello. «Ah, guarda! Siamo già arrivati, e non ce ne siamo nemmeno accorti. Il futuro sarà così, fratellino mio, arriverà e passerà prima che abbiamo il tempo di dominarlo».
«Ma come saprò…».
«Basta sapere una cosa sola: Dio è con te. Fidati di Lui, non avere paura».

( Michael D.O’Brien Il Libraio, pp. 123 – 124)

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