Archivio per maggio 2010

Pentecoste

maggio 22, 2010


«Il nostro ricordo rievoca le parole con cui Cristo rivelò e promise lo Spirito Santo; il nostro ricordo contempla i fenomeni strani, che rendono sensibile l’avvenimento, il soffio tempestoso e le lingue di fuoco, e poi l’erompere della parola; e subito la nostra mente vede, come in sogno, sgorgare da quella prima … comunità cristiana il ruscello della sua vita, della sua storia; lo vede gonfiarsi e diffondersi per tutta la terra abitata, la «oikoumène»; e, sempre turgido di quella prima limpida linfa animatrice, scorrere attraverso i popoli, attraverso i secoli; e con somma meraviglia, con somma gioia, lo vede arrivare fino a noi, fino qua.
Nulla la storia … ci presenta di più significativo e di più misterioso, nulla di più umano e di più trascendente; nulla di più agitato e di più sereno; nulla di più legato al passato e nulla di più teso all’avvenire.
Che cosa è, che cosa è questa luce, diffusa e sé movente per tutta la terra? È Cristo, che continua Se stesso nell’umanità da Lui vivificata di Spirito Santo; è la sua Chiesa, che passa nel tempo e si estende nel mondo; incontra uomini mortali ed infonde in loro una scintilla di gloriosa immortalità; li incontra agitati, infelici e corrosi dal peccato, e li rigenera in letizia e in santità; li incontra viandanti folli e sperduti nel deserto e nel crepuscolo della vita presente, e li raduna, li allinea, li rimette sopra un cammino, che sa la sua meta e non conosce stanchezza».

(Paolo VI , omelia del 6 giugno 1965, Solennità di Pentecoste)