Se fossimo tutti un po’ più contemplativi….

PiccoloPrincipe2


La contemplazione è un bene primario universale, disponibile e necessario per tutti, non da specialisti o gente del mestiere. È contemplativo lo sguardo di stupore e di meraviglia del bambino che gioca con le cose e con la vita. È contemplativo lo sguardo di chi fissa negli occhi la persona che ama senza parlare. È contemplativo lo sguardo gioioso e sereno di un anziano che ha imparato a conoscere la misura e il senso dei suoi giorni. È contemplativo lo sguardo di luce di chi soffre sapendo che non è vano il suo soffrire. Si potrebbe dire che la contemplazione è uno sguardo posato sull’essenziale. Uno sguardo che cerca l’essenziale, la realtà intima e profonda di ogni cosa. Che cerca il bene, la verità, la bellezza nascosti in ogni cosa. Uno sguardo che domanda, che s’interroga, che desidera, che attende, che insegue un significato in tutto ciò che esiste. Uno sguardo che non si ferma all’apparenza, ma varca la soglia del visibile sui sentieri dell’invisibile. Uno sguardo che, in tutto questo, lo sappia o no, cerca un solo Volto: quello noto o appena intravisto o ancora sconosciuto di Dio. Perché così ci ha fatti Dio. Desiderosi di Lui. Perennemente in cerca di Lui. Inquieti finché non riposiamo in Lui. Perché in noi Dio ha lasciato un’impronta della sua presenza.

(Patrizia Girolami – osservatoreromano.va)

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