Vladimir Ghika: Il volto di un santo

ghika1.jpgOggi, 31 agosto, a Bucarest è stato dichiarato beato Monsignor Vladimir Ghika.
I santi… non si sono mai persi in polemiche. Hanno sempre continuato a “fare il Cristianesimo”. Monsignor Vladimir Ghika, in Romania, è stato un bell’esempio in questo senso.

Nato il 25 dicembre 1873 in un palazzo di Costantinopoli, dove il padre era rappresentante diplomatico della Romania, Vladimir Ghika era di famiglia nobile, i suoi antenati erano principi signori della Moldavia. E’ subito battezzato e cresimato secondo la tradizione ortodossa. Cresce in Francia, dove la famiglia si è trasferita per l’attività del padre. Termina il liceo e frequenta a Parigi la Facoltà di Scienze Politiche. Torna in Romania nel 1895 per continuare gli studi. Infine arriva in Italia, a Roma per approfondire la filosofia scolastica e la teologia. Qui avviene, nel 1902, il suo passaggio al Cattolicesimo, sicuramente non in polemica con la tradizione dei padri alla quale resterà sempre affezionato. Soleva dire: “Sono passato alla Chiesa Cattolica per essere un ortodosso migliore”. Torna in Romania, ma dopo alcuni anni è di nuovo a Roma ed infine a Parigi. Nella sua vita si intrecciano l’attività diplomatica, l’interesse culturale e, soprattutto, l’impegno caritativo. Solo nel 1923, ormai a 50 anni è ordinato sacerdote e incardinato nella diocesi di Parigi. Lui, nobile, sceglie di andare a vivere tra i poveri. La seconda guerra mondiale lo sorprende in Romania, nel pieno della sua attività sacerdotale e caritativa. Non accetta, neanche alla fine della guerra e all’inizio della persecuzione comunista, di mettersi al sicuro lasciando il Paese. Vuole continuare a restare vicino ai poveri e agli ammalati. Aveva messo in piedi un’opera di assistenza. Il regime gli confisca tutto. Continua la sua missione come può. Il 18 novembre del 1952, a quasi ottant’anni, è arrestato e condannato, dopo un processo farsa, a 3 anni di carcere duro nella prigione di Jilava. L’accusa: spionaggio in favore del Vaticano! Monsignor Vladimir Ghika muore in carcere, il 17 maggio del 1954, stroncato dalle sofferenze e dalle privazioni.

vladimirghika.jpgLa presenza di Dio era il punto centrale della sua spiritualità. Vedeva Dio dappertutto e in tutte le cose. Soprattutto lo vedeva nelle persone. Era quella che lui chiamava “la liturgia del prossimo”. Leggiamo nei suoi scritti:
«In questa vita solo l’atto di carità può arrivare a toccare Dio e solo l’atto di carità ci porta là dove dobbiamo rimanere. Tutto il resto passa ed è fatto per passare. (…) Doppia e misteriosa liturgia: del povero che vede Cristo venire verso di lui sotto le specie del fratello che aiuta… e del benefattore che vede come appare Cristo nel povero e nel sofferente sopra il quale si china.»

Il giorno del processo, agli altri preti arrestati, dirà convinto che lui non poteva proprio immaginare un onore più grande di quello di essere imprigionato per il nome di Cristo.

Annunci
Explore posts in the same categories: Uncategorized

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...


%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: