„Tinerimea Nouă”

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Nel libro “Episcopul Ioan Suciu în faţa furtunii”(Il vescovo Ioan Suciu di fronte alla tempesta), l’autore, Ion Gavrilă Ogoranu, riesce a presentare la personalità del vescovo Ioan Suciu mettendo insieme rapporti, confidenze, dichiarazioni raccolte dalla Securitate (la polizia segreta della Romania comunista) prima del suo definitivo arresto avvenuto il 27 ottobre del 1948. A quest’opera di raccolta l’autore, che per diversi anni ha fatto parte della resistenza armata al regime comunista, aggiunge dei significativi ricordi personali…

«Cominciando dall’anno 1934, da quando avevo 11 anni, ero allievo del Liceo „Radu Negru” di Făgăraş ed avevo, come i miei compagni dei villaggi e della città, la mia piccola bisaccia piena di principi ed insegnamenti cristiani ricevuti in famiglia, a scuola, in chiesa. Era ovvio il nostro compito di vivere da buoni cristiani. Non ci sembrava neanche una cosa pesante. (…)
La nazione ci sembrava fondata molto bene. Ci sembrava che tutti i romeni, compresi i governanti del paese, erano dei cristiani proprio come noi ragazzi. (…) Certo, vedevamo anche i peccati attorno a noi: menzogna, cattiveria, ubriachezza, immoralità, ma quelli che peccavano avevano coscienza del peccato e occorreva aiutarli perchè non peccassero più.
In questa vita tranquilla, ci arriva da Blaj una bella rivista, con fotografie, rivista che rompe la tranquilità e la sicurezza (conservate) fino a quel momento. La rivista si chiamava „Tinerimea Nouă” (La Nuova Giovinezza) ed era scritta da una sacerdote: Ioan Suciu. Venivamo a sapere, attraverso di essa, che nel mondo esistevano uomini che odiavano i cristiani, che li imprigionavano e li uccidevano, che c’erano nazioni dove i governanti combattevano il Nome e l’Insegnamento di Cristo e dove si distruggevano le chiese e si uccidevano i sacerdoti. Così succedeva in Russia, in Cina e ultimamente in Spagna e in tutti questi casi gli autori delle atrocità si chiamavano comunisti.
Nello stesso tempo „Tinerimea Nouă” ci proponeva esempi di coraggio, di donazione, di forza nella fede da parte di alcuni cristiani che non volevano rinnegare Cristo. Si trattava in modo particolare di giovani. A poco a poco abbiamo capito che per chiamarci cristiani occorreva molto di più del buon comportamento…. C’era bisogno di coraggio, di donazione, di lotta, di offerta, di eroismo».

(Ion Gavrilă Ogoranu, Episcopul Ioan Suciu în faţa furtunii,
pp. 106–107)

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