Una delle tante domande poste dal giornalista Renato Farina a don Luigi Giussani nel corso di un’intervista:
«E chi non ha più gli anni, come può ritrovare la sorpresa? Come può far durare la giovinezza?».
«Ripetere, ripetere sempre la domanda al Destino, che Dio si manifesti. La continua ripresa della domanda (una ripresa cosciente, beninteso) mantiene la giovinezza. Uno così scopre sempre di più la realtà, e va, come dice San Paolo, “di luce in luce”: è una novità continua… È sulla radice stessa della ragione che questa domanda si innesta. E la sorpresa cresce, e la sorpresa si fa grata e gioiosa. Domanda e sorpresa, ecco i due fattori della giovinezza permanente».
«Se la giovinezza è “il graduale accumulo di tutto ciò che è vero, che è buono, che è bello”, allora non finisce mai».
«E infatti chi comprende di più la giovinezza - umanamente, filosoficamente, esteticamente - è l’uomo maturo. Chi se non l’adulto può avere maggior coscienza della novità continua del tempo?
C’è una poesia di Ada Negri.
“Mia giovinezza.
Non t’ho perduta. Sei rimasta, in fondo
All’essere. Sei tu, ma un’altra sei:
Senza fronda ne fior, senza il lucente
Riso che avevi al tempo che non torna,
Senza quel canto. Un’altra sei, più bella.
Ami, e non pensi essere amata: ad ogni
Fiore che sboccia o frutto che rosseggia
O pargolo che nasce, al Dio dei campi
E delle stirpi rendi grazie in cuore”.
Rendi grazie: la gratuità è la risposta alla sorpresa della novità, alla novità assoluta».
(Da, L. Giussani e R. Farina, Un caffè in compagnia, pp. 65-66)
