Gerusalemme

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Nel giorno in cui la Chiesa celebra la festa dell’Esaltazione della Santa Croce e del sangue di Cristo versato su di essa, mi sembrano opportune queste brevi righe di mons. Comastri sulla città di Gerusalemme

Nel mirabile patrimonio della tradizione ebraica, che è il midrash, c’è una delicata parabola che dice così: “Quando Dio creò il mondo, creò dieci porzioni di bellezza: ne attribuì nove a Gerusalemme e una sola al resto del mondo. Creò dieci porzioni di scienza: ne attribuì nove a Gerusalemme è una sola al resto del mondo. Dio, però, creò anche dieci porzioni di dolore: ne attribuì nove a Gerusalemme e una sola al resto del mondo”.
Quanto è vera questa parabola. E come è esatta la fotografia della storia di Gerusalemme. Gerusalemme, infatti, è stata percorsa da incendi e distruzioni, da assedi e occupazioni, da stragi e demolizioni continue… Eppure il dolore-simbolo di questa città-simbolo racchiude un seme di speranza per il dolore di tutte le città della terra: infatti, soltanto in Gerusalemme il sangue fatto scorrere dall’odio degli uomini diventerà ” sangue versato in remissione dei peccati “.
Per questo il salmo 87 interpreta mirabilmente la gioia dell’umanità redenta che, pensando a Gerusalemme, la sente come la ” propria ” città” ed esclama:
Il Signore scriverà nel libro dei popoli:
” La costui è nato “.
E danzando canteranno:
” sono in te tutte le mie sorgenti “
( salmo 87,6-7 ).
E la danza dei popoli e già cominciata nel cuore degli abitanti della futura Gerusalemme, che siamo tutti noi.

( Angelo Comastri, Dio è amore, p. 92 )

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